Poesie al crocifisso di cavarzere
1) di Tosetti Nicola 2^ C
Un albero comprò
A San Domenico, a Chioggia,
il Crocefisso lui copiò.
Quattro anni ci mise
Usando la roncolina,
nella sua piccola cucina.
Poi un giorno lo donò
Su un barcone lungo l’Adige,
alla chiesa di S. Mauro, lo portò.
Lì fu presto dimenticato,
Fino a quando la sua testa si inclinò
E il miracolo si avverrò.
2) Di Sofia Mazzucato e Sara Ferrarese 1^F
Del Crocifisso di Cavarzere questa è la storia
che a tutti è rimasta nella memoria.
Domenico Paneghetti ha creato questa bellezza
Che a ognuno dà un bacio e una carezza.
Ma per prendere il legno di noce
Ha dovuto fare un lavoro atroce.
Per fare il Crocifisso spesso lavorava da sera a mattina
Nella sua piccola cucina.
Molti miracoli il Crocifisso ha compiuto
E ha dato alla gente molto aiuto.
Il Crocifisso la testa ha abbassato
E ha curato ogni malato.
Questo del Crocifisso è l’anno giubilare
E per questo dobbiamo gioire e pregare.
Nella speranza che nel mondo possa ritornare
La grande fede che fa ben sperare.
3) Di Chiebao Andrea 1^F
Oh Crocifisso!
Oh Crocifisso quando incontrai il tuo volto
Mi sembrò che i tuoi occhi incontrassero i miei.
Sentii le tue sofferenze penetrare nel mio cuore
Insieme al tuo grande amore.
E fu allora che mi sentii parte di una immensa e amorevole famiglia,
e nacque in me il desiderio di starti vicino
per alleviare le tue sofferenze e la tua solitudine
con dolci parole.
Avrei voluto chiederti perdono, per quello che noi,
tuoi fratelli, ti abbiamo fatto
e ringraziarti per il grande dono d’amore
che ci hai lasciato: la vita.
Oh Crocifisso aiutami nel mio cammino
E stammi vicino.
Oh Crocifisso, con te nel mio cuore
Non sono mai solo
E anche nei momenti di dolore so
Che ci sarai tu a farmi riprendere il volo.
4) Di Pivaro Davide 1^F (in dialetto cavarzerano)
Nà bea matina el canaroo Paneghetti el sa dismisià
e tutto ispirà a ciosa el ze n’dà
per vedare un Crocefiso chel ghe piazea,
non savendo che a eo tanto meio el ghe vegnea.
Dopo du misi de dura sfadigà
Un bel selgaro de nosara el sa comprà….
Pioa de chi e smartea de lì
Na grande figura sacra el gha scolpì.
Inizialmente in un sgabussin el ze sta portà,
non savendo i miracoi che un giorno el farà.
Dopo poco tempo ea cappea del Crocifiso i ghe gha dedicà
E par questo a grande raion,
ogni 25 ani eo porta in procession.
El maestro Paneghetti bisogna ringrasiare,
del bel regao chel na voesto fare.
5) Di Giorio Agnoletto Nicole 1^F
Domenico Paneghetti di fratelli e madre si prese cura,
dopo che il padre ebbe una morte prematura.
Ciossego di soprannome, cannarolo di professione
Aveva per Gesù e la chiesa una forte devozione.
Andava a venerare, dopo un lungo viaggio,
il Crocifisso di Chioggia meta di tanti in pellegrinaggio.
E nacque dentro lui l’ispirazione di creare
Un simile crocifisso vicino a sé davanti a cui pregare.
L’idea sempre più forte divenne progetto
Anche se non aveva denaro il poveretto.
L’occasione divenne buona quando il suo vicino
Gli vendette l’ albero di noce piantato nel suo giardino.
Lavorava e meditava ogni dì
Finché dopo quattro anni l’opera compì.
E fu così che la scultura da lui tanto desiderata
Fu posto in Duomo a Cavarzere affinché da tutti fosse venerata.
6) Di Davide Canazza 2^C
Da abili e umili mani
Venisti costruito,
collocato in un luogo sacro
affinché noi potessimo ammirarti!
Un pensiero:
allora ti misero in quella posizione
perché nel mondo c’era solo cattiveria, arroganza
tradimento e peccato.
Oggi ci accorgiamo che attorno a noi
Ci sono superiorità, discriminazioni, povertà e indifferenza.
In fondo, allora, il mondo non è cambiato:
ci rimani solo Tu.
Noi uomini possiamo solo alzare gli occhi
E contemplarti e al cuore
Resta un’emozione simbolo
Del tuo sacrificio.
E in quel capo reclinato si avverte
Un senso di appartenenza a Te.
7) Di Giolo Gabriele 3^B (in dialetto cavarzerano)
Un dì Menego Paneghetti par canari el se n’ dà e,
come a Mosè Dio ghe gha parlà,
ma ghe gà parlà in tel cuore disendoghe”fame un piasere grande:
mostraghe aea zente quanto ze importante voerghe ben a Dio anche sa te si ignorante”.
Parché un artista nol iera ma soo ispirà dal grande amore che el gà provà
Quando a ciosa a piè el se n’dà, e li ea idea el gà catà.
E vardando un cristo magro tacà a na croze el ga dito:
“anca mi podaria farlo!!!”.
Na nosara el sa fato dare, con tanta fadiga el paron el sa fato implorare:
e par quatro ani, raspa, scarpeo, marteo el ga fato lavorare.
Finalmente ea grande opera zè finia e in duomo a Cavarzere ea voe sia alestia
Segno dea so fede e dea so “maestria”.
Al momento el posto non ghe iera fin che n’a putina dal cuore infervorà
Es gà visto el nostro Cristo coa testa piegà.
Miracolo se stà gridà!
E da quel giorno el simbolo de Cavarzere el zè deventà.
8) Di Fava Davide, 2^A
nel 1834 sei stato creato
e quando alla chiesa sei stato donato, il capo hai chinato.
Da tutti sei stato lodato
e poco tempo fa in giro per Cavarzere ti hanno portato.
Diversi miracoli hai esaudito
E molte persone hai guarito.
Tutti hai sbalordito,
ti ameremo all’infinito!!
9) Di 1°D
Da quell’albero di noce
Hai scolpito questa croce
Con Gesù Cristo Signore
Che ci dà fede e amore.
Hai insegnato ad aver fede
Ad ognuno che la croce vede
E chi crede a questo evento
Avrà il cuore felice e contento.
Di miracoli ne hai fatti
E ancora ne farai
Per chi crede e per chi non crede
Lui ci aspetta sempre là.
10) Di Zulian Daniele, 1°C
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Viveva in Boscochiaro tra poveretti un umile cannarolo di nome Paneghetti. Andava a Chioggia a pregare il Crocifisso, a piedi Che decise un giorno di costruirne uno per i suoi eredi. Dall’albero del vicino lo voleva ricavare Ma a caro prezzo lo dovette prelevare.
Non sapeva come fare Per creare un Cristo da venerare. Ma la fede e la devozione Lo portarono a una straordinaria creazione. La sua opera iniziò a 36 anni Per terminarla dopo 4 anni.
Lavoro di impegno e meditazione Alla fine gli diedero immensa soddisfazione. Quel Cristo che aveva venerato Ora era stato creato. Per due anni la gente lontana e vicina Venne a pregarlo nella sua cucina.
Ma Domenico non era felice Perché a quel Cristo bisognava dare più luce. Un posto che gli desse più splendore ! Doveva essere portato nella casa del Signore. Nel settembre del 1836 Domenico Paneghetti decise.
Si avviò lungo l’”arzere” Per raggiungere Cavarzere Dove questo pover uomo Si recò in Duomo. Chiese all’arciprete Bassani Che i suoi sforzi non fossero vani.
Il Crocifisso voleva regalare Così che tutti i fedeli lo potessero pregare. All’arciprete una grande gioia illuminò il volto E con grande fede il dono fu accolto. La casa di Domenico si dovette demolire Perché il Cristo potesse uscire.
Tanta folla c’era sull’”arzere” Quando su un barcone fu portato a Cavarzere. Giunti, ci fu un’amara sorpresa Il Cristo non venne collocato in Chiesa Ma dal barcone Fu portato in un enorme stanzone.
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Nel 1838 Domenico ci lasciò E più nessuno si preoccupò Di spostare il Cristo In altro posto. Purtroppo quel Cristo fu dimenticato Nello stanzone grande fu abbandonato.
Fino a quando il Crocifisso orami stanco Davanti alla bambina seduta sul banco Gli occhi chiuse e il capo abbassò Così che la gente lo sguardo su di Lui fissò. Era ormai confermato Che “il capo aveva abbassato”!
Di preghiere fu allora ricolmato Quel volto addolorato. Ci furono fatti straordinari verificati dai carabinieri. Ci furono straordinarie guarigioni e grazie ricevute Tutte quante documentate.
Quello stanzone allora abbandonò E un posto d’onore si guadagnò: Sull’altare maggiore venne innalzato con grande clamore. Gioie, speranze ed amore Queste le richieste che ricevette da ogni cuore.
Successero poi tanti avvenimenti Le guerre e i bombardamenti. Finì ancora in uno stanzone Affrontando anche l’alluvione. Ma a tutto resistette Per essere segno di un amore potente.
Dal 1955 il Crocifisso Splende nella sua “Cappella del Crocifisso” E periodicamente ci sono celebrazioni Con imponenti processioni Che richiamano buoni, cattivi, ricchi e poveretti Per mai dimenticare il Cristo del Paneghetti.
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11) Di Zampaolo Gabriele, 1° C
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Tanta strada doveva fare Il buon Domenico per ammirare Quel crocefisso antico e bello A cui si ispirò come modello.
Sia con il sole che con la pioggia Ogni settimana da Boscochiaro si recava a Chioggia. Dall’orto del Pedrina si procurò la materia prima. Anche se con poca esperienza Iniziò a scolpire con tanta pazienza.
Con seghetto e roncolina il legno incideva di sera e di mattina. Quel legno di noce che tanto gli costò In quattro anni un crocifisso diventò.
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Ben presto la scultura che lui creò l’intera cucina gli occupò. Domenico che aveva tanta fede Dopo molti sforzi il Crocefisso alla chiesa diede. La bella statua da Domenico donata Dopo poco tempo venne dimenticata. Fino a quando una bambina in un dì di festa Vide il Crocifisso chinare la testa.
Il popolo devoto l’immagine rivalutò ed in una apposita cappella la collocò. Cresceva dunque la devozione Ed ogni venticinque anni si fece una processione.
Ancor oggi nel paese la gente in fila, ordinata Segue,con fede,la statua venerata. E non smette mai di ritenere Che del Paese sia un segno degno da sostenere. |
12) Di Frigo Chiara 1°C
Domenico Paneghetti era un gran religioso
Che volle costruire un Crocefisso strepitoso.
Un Crocifisso voleva scolpire
E in quattro anni riuscì a finire.
Doti e attrezzi adatti non possedeva,
ma una bella idea lui aveva.
Un Crocifisso di legno di noce lui scolpì
E un capolavoro ne uscì.
Per fare un regalo alla comunità
E donare la sua felicità.
Oggi si trova a Cavarzere, in Duomo
L’opera fatta da un grand’uomo.
13) Di Legdani Hind, 3°E
Domenico a visitar il Crocifisso a Chioggia andò,
e questo, il cuore di fede gli colmò.
Decise allora di costruirne uno per la sua Chiesa
In modo che questa dai mali fosse difesa.
Voleva costruire la sua opera con tronco di noce
Per questo dovette attender 2 anni, ma attender non nuoce.
E dopo 4 anni di duro lavoro
Finì il suo capolavoro.
Vederlo fu una gioia immensa
Anche se poi dovette finire in un magazzino tipo dispensa.
Il suo capo il Crocifisso inchinò
E questo, una grande fede tra la gente guadagnò.
Oggi chi ha fede dice che è un segno di Gesù
E chi non crede pensa che il tronco invecchiato stia venendo giù.
Cavarzere di questo Crocifisso va orgogliosa
E la fede in Dio si fa sentire più rigogliosa.
Grazie a questo Crocifisso molti credenti
ora sono contenti
di ritrovarsi protetti
Sotto un’ala di fede creata dal Crocifisso di Paneghetti.
14) Di Mastromatteo Stefano, 2°F
C’è un Crocifisso speciale nella nostra città
È simbolo di fede e di identità.
Domenico Paneghetti fu il creatore
Ed era molto più di uno scultore.
A Boscochiaro il “ciossego” lo chiamavano
E dopo la sua opera tutti ammiravano
Un giorno vide un grosso noce nell’orto del vicino
Ed era così bello che volle fare qualcosa di divino.
Ottenere quell’albero non fu facile per niente
Ma il “ciossego” per averlo lottò intensamente.
Accade inoltre qualcosa di meraviglioso
Che è un po’ magico e un po’ curioso
Il noce per due anni non fece alcun frutto
Quindi per il vicino diventò inutile del tutto.
Il “cioosego” ormai era già vicino al suo traguardo
E già sognava il suo crocifisso con lo sguardo.
Quando finalmente il noce fu tra le sue mani
Capì che i suoi sforzi non furono vani.
guardando il Crocifisso una ragazza gridò:
“Il Crocifisso abbassa la testa!” e tremò.
Il miracolo si ripeté il secondo e il terzo giorno
Fino a quando tutti vi furono attorno.
Il Crocifisso di Paneghetti è per noi una gioia pura
La speranza e la fede che per sempre dura.
15) Di Hasamataj Joana, 3°E
Benedetto Crocifisso
Col mio sguardo io ti fisso
Tutti si chiamano Gesù Salvatore
E il tuo nome io porto nel cuore.
Per la tua pace il popolo gioisce
E con la preghiera ti benedice
O dolce figlio di Madonna,
ogni cuore tu perdona.
Dal tuo costato piagato
Esce fuori sangue immacolato
Sangue donato ad ogni tua pecorella
Perché sia buona e bella.
Col tuo amor
Infiamma e brucia ogni cuor.
16) di Boscolo Elena , 2°F
Oh! Poareto canaroo,
de nome Domenico Paneghetti,
nato a boscociaro,
da na fameia poareta.
Dopo vari tentativi
Pa el albero de nose,
el visi nel o ga contentà
vedendo che non el faseva pi fruti.
Cussì Domenico el sa messo a lavorare
Giorno e note.
Dopo ani e ani,
el Crocefisso el se finio.
Par portarlo fora
I ga dovesto rompare el teto,
pa e so dimension.
Adeso te si lì,
in tea capea,
grande e maestoso,
dove che te dispensi grasie a chi che ghe nà bisogno.
17) di Canizza Elisa, 2°F
dopo anni di impegno e sofferenza
a te dedicati dal tuo scultore
sei giunto a noi immagine del nostro Salvatore.
Oh Gesù Crocifisso che imponente e mesto
Illumini con la tua grande forza la cappella
A te dedicata,
da sempre volgo a te lo sguardo con devozione
pietà ed angoscia per la sofferenza che
esprime il corpo tuo trafitto e martoriato.
Ora riposi nella quiete e nella luce delicata
Della cappella. Hai messo le radici qui
e nella nostra gente come un tempo la
pianta di noce, di cui sei parte, le aveva messe nel suo
giardino. Quante persone ti sono passate accanto. Quante ti hanno contemplato, sfiorato, baciato, pregato, implorato, ringraziato.
Quanto hai visto,quanto hai ascoltato, quante miserie hai curato, quanto amore hai donato.
Forse è stato per ascoltare da più vicino le nostre preghiere che un giorno il
Capo hai chinato.
18) di Canazza Elisa, 2°F
domenico paneghetti è l’autore
scolpì il crocifisso con molto amore
ricevendo grande onore.
Profuse grande impegno
Per realizzare questo crocifisso in legno
Dando sfoggio del suo ingegno.
Da un umile pianta di noce
Realizzò questa croce
s’ispirò all’opera della chiesa di Chioggia
creando con ardore un’opera di sublime foggia.
E dopo tutti gli anni, mesi, giorni ed ore
Finì il suo lavoro di immenso valore.
19) Di Caruso Sara, 2°F
Gesù nostro redentore
quando ti vedo sulla croce
provo un senso di dolore
e mi toglie persino la voce.
La tua immagine sofferente,
le tue membra lacerate
rattristan forte la tua gente,
come ferite riportate.
E allora invoco il tuo amor
Sia con l’anima che con il cuor.
Sei la fede più profonda sei ormai la nostra storia.
Se pensiamo a chi ti ha scolpito
alla sua insistenza e fedeltà,
alla sua spiritualità che lo ha seguito,
alla fiducia che l’ha accompagnato.
Un’opera non da cannarolo ma da artista veramente ispirato,
che ha espresso con profonda realtà
tutti i valori della cristianità.
Ti siamo fedeli oggi e per la vita tu sei la bontà infinita.
Un grazie grande sotto tutti gli aspetti
Al grand’uomo, grande artista Paneghetti.